Intervista Juha Kinnunen

Febbraio 22nd, 2008 by Alberto

go to english version

juha

In questo stesso periodo, lo scorso anno abbiamo intervistato Matteo Maggi prima che sparisse nuovamente in Finlandia per concludere le riprese di Tastywater. Quest’anno è tornato nel suo home resort insieme a Juha Kinnunen per filmare un po’ di materiale da inserire nel suo prossimo video. Quale occasione migliore per scambiare due chiacchiere con uno dei top rider della Coldfocus production?
Così, dopo un intenso weekend di riding ci siamo dati appuntamento al Sofa Wine Bar di Roma, che sembrava il luogo ideale per sederci, parlare un po’, bere un botto e portarci a casa questa itw accompagnata da qualche foto scattata durante la sua permanenza qui nei nostri resort.

Cominciamo dalle presentazioni…
Sono Juha Kinnunen, ho 25 anni e vivo a Lahti, in Finlandia. Studio giurisprudenza in Estonia e quando non sono occupato sui libri me ne vado in giro in cerca di spot.

juha swbs5 melon

Fare snowboard in Finlandia deve essere un esperienza veramente particolare. I lunghi periodi di buio e il gran freddo condizionano la stagione. Quanto tempo passate effettivamente sulla neve?
La nostra stagione non dura molto, circa 4 mesi. Al massimo 2 in più di street. Ovviamente cerchiamo di girare il più possibile. Dipende. Per esempio quando Matteo è qui a filmare proviamo a fare snowboard tutti i giorni per diverse ore, ma non è sempre facile. La cosa più difficile è riunire la crew tutta insieme: abbiamo tutti lavori differenti e non sempre si riesce a far coincidere gli impegni. Con gli anni il tempo libero diventa sempre di meno e quindi dobbiamo cercare di massimizzare i nostri sforzi e quelli di Matteo.

In che modo contribuite nelle giornate di filming?
Portando a casa i trick, ripetendoli centinaia di volte fino a quando non sei soddisfatto, cercando di migliorare ogni anno e trovando nuovi spot! In pratica facendo snowboard al nostro meglio.
Quando c’è una telecamera accesa ti impegni a chiudere qualcosa di buono. In park puoi arrivare persino ad annoiarti a forza di provare sempre la stessa struttura, ma in street è diverso, la pressione che si sente è forte e la voglia di fare tentativi non ce l’hai per niente, vuoi solo fare il trick e tornare a casa. Rinunciare poi è una perdita di tempo, riprovare giorni dopo vuol dire ricominciare da capo perché le condizioni non saranno mai le stesse.

juha noseslide

Chi è che ha l’occhio migliore nella ricerca di nuovi spot?
Nessuno è meglio di me! Ahahahhah
Ormai abbiamo filmato praticamente ogni rail a Lahti. Sono finiti!! Se vogliamo continuare ad avere materiale in Finlandia dobbiamo spostarci di più. Quest’anno per esempio ci siamo spinti più a nord, a Kajaani.
Per fortuna che c’è questa nuova moda di drop e wallride che ti fa vedere le città in modo diverso.

juha handplant

Far parte di una una crew è tra le cose più importanti e stimolanti per un rider. Da una parte ti senti supportato, dall’altra il confronto con gli altri ti spinge a migliorare per non rimanere indietro. Cosa è cambiato tra di voi da quando il progetto Coldfocus è diventato ormai a tutti gli effetti internazionale?
Siamo sempre stati in competizione uno con l’altro, ma non molto è cambiato…
[Juha ride perché allude al fatto che ha avuto sempre un posto di rilievo nei video di Matteo, 3 ultime parti e 1 prima parte. N.d.R.]
Comunque è vero, la crew è una cosa fondamentale. Nell’ultimo periodo purtroppo è raro che riusciamo a girare insieme. Tutto il gruppo intendo. Spesso qualcuno non è presente alla session e vede il risultato solo nelle riprese. Comunque non smetteremo mai di spingerci a vicenda, sono convinto che è l’unico modo per migliorare.

juha tail spin juha crail

L’ultima domanda riguarda il nostro amico comune. Cosa ne pensi di Matteo come rider?
Matteo rider??? Pensavo non fosse capace di fare snowboard….ahahahahha
A parte gli scherzi, ormai giriamo insieme dal 2002. Quando è arrivato in Finlandia faceva al massimo bs180. Ora fa 540 sia in back che in front e provando sempre nuovi grab. Ora lo stiamo spingendo anche sugli street rail. Quando chiude i trick siamo molto contenti per lui anche se non lo diamo a vedere.
Gli piace progredire, nello stesso modo in cui piace a noi. Non c’è differenza tra il suo modo di fare snowboard e il nostro. Mi diverto un sacco insieme a lui.

juha kinnunen

Vuoi salutare o ringraziare qualcuno?
Vorrei ringraziare tutti i miei roman friends per le giornate memorabili trascorse ad Ovindoli e Campo Felice, spaccate di brutto. Grazie a Gabriele per il park, Omar per i giorni di powder, Laura e Alberto per questa intervista. La mia ragazza Riikka che mi permette di girare il mondo con la mia tavola. Tutti i miei sponsor: Whiteout, O-matic, Kooka, Skullcandy, Elm company. Grazie specialmente a Fabrizio e Daniele della woodmorning per la spinta che mi danno, a Matteo e i miei amici in Finlandia e ovviamente ai miei genitori e mio fratello.

Ecco la videoclip dal titolo “Juha Kinnunen and his Roman Friends“, che abbiamo realizzato insieme a Matteo Maggi con le riprese sul big dell’Alienpark di Ovindoli.

click to play video

Posted in Interviste, Video Tags: , , , , , , , , , , | 8 Comments »

Intervista Matteo Maggi

Marzo 2nd, 2007 by Alberto

Matteo 17Febbraio

Nel clima di festa per l’apertura del big di Ovindoli c’era anche Matteo Maggi. Gli impegni della coldfocus production lo tengono spesso lontano dalle nostre montagne appenniniche e non potevamo perdere questa occasione per fargli un paio di domande sull’ultimo viaggio, in Canada, dove è stato tre settimane (24Gen – 14Feb) per filmare la sua crew italo-finlandese.
La sua ultima produzione video, “Myself lifestyle documentary”, si afferma come una delle migliori in italia e viene riconosciuta anche a livello europeo. La voglia di nuovi stimoli si fa sentire e l’opportunità di andare nel continente nord americano, patria dello snowboard, non si può rifiutare.

Allora Matteo, raccontaci da dove viene il desiderio di questo viaggio in Canada?
Beh, “Myself” è il terzo video che giro principalmente in Finlandia. I posti cambiano sempre e gli atleti che filmo migliorano ogni anno, ma l’aria che si respira nel materiale che porto a casa è sempre la stessa. Il rischio era quello di chiudermi le idee anche perché quando vado in Finlandia, lì rimango e non ho la possibilità di vedere tanta roba diversa. Quindi sentivo il bisogno di cambiare, di cercare il confronto con nuove realtà.

Calgary, Alberta

E come mai non gli Stati Uniti?
Principalmente perché avevamo un contatto in Canada. L’importatore Kooka, un ragazzo finlandese che vive lì da un anno. Lo abbiamo conosciuto perché io mantengo rapporti internazionali tra l’ufficio e lui. Quest’autunno è venuto a Roma e ci ha rinnovato l’invito per andarlo a trovare.
C’era anche l’idea di andare in America, Luca Merli – block10 production n.d.r.- proponeva Mammoth, il rischio però era quello di filmare in park già visti molte volte e non riuscire a fare niente di nuovo.

Avevamo sentito parlare di questa collaborazione fra coldfocus e block10. Dacci qualche informazione in più.
A giugno dello scorso anno, io e Luca merli ci siamo conosciuti. Lui è un regista pubblicitario italiano. Abbiamo pensato che insieme ci saremmo completati per creare un progetto piu’ professionale: io avrei messo la mia conoscenza dello snowboard e la mia esperienza di filming in street, lui invece le sue capacità come regista e operatore video in 16mm. Insomma, abbiamo intrapreso questa collaborazione, e quindi lui e Daniele Zennaro ci hanno raggiunti in Canada. Sembra che stia funzionando!

Gruppo: Juha, Luca Merli, Mika, Davide, Matteo e Andrea

Chi erano gli altri componenti del gruppo?
C’era il fotografo Andrea Schilirò e gli atleti Davide Lantermoz, Juha Kinnunen, Mika Sipponen e Jonne Heinonen.

Con quali aspettative siete partiti?
Siamo andati con l’idea di fare fresca.Questa doveva essere la fase dell’anno in cui filmavamo in backcounry. Eravamo tutti fomentati, soprattutto i finlandesi che volevano finalmente assaggiare un po’ di powder, che dalle loro parti è praticamente inesistente.
Quando però siamo arrivati in Canada faceva un caldo terribile (15gradi), tutti in maglietta, non c’era neve da nessuna parte.

Che amarezza…
Dopo una settimana che le cose non andavano per il verso giusto, stavamo un po’ con le mani nei capelli. Rischiavamo di tornare a casa a mani vuote. Così abbiamo deciso di attrezzarci e fare quello che sappiamo fare bene.

Juha fslipslide

Lo street.
Ci siamo costruiti il nostro take off: siamo andati a comprare il legno e abbiamo affittato un dooge 5700 enorme. Per gli spot ci ha aiutato Dwayne Wiebe, un pro di zona, che abbiamo incontrato in un negozio di snow a Calgary. Con molta disponibilità ci ha segnato sulla carta della città tutti i rail più belli e ci ha dato tutte le informazioni a riguardo.
I due giorni successivi sono stati di sopraluogo, in giro in macchina a vedere tutti i posti fattibili; così ci siamo fatti una scaletta degli spot da fare durante la settimana.
Alla fine ci siamo portati a casa un bel po’ di materiale, bellissime foto e buone riprese anche in pellicola grazie a Luca Merli che è arrivato l’ultima settimana.

Golden, BC

Quindi niente fresca?
Solo un giorno, sempre nell’ultima settimana e sempre grazie a Luca Merli. Ci ha portati a Golden, località della British Columbia. Quattro motoslitte, guida, arva e pale per tutti. E’ stata una giornata strana, calda ma nevicava. Non avevo mai fatto una cosa del genere prima. Guidare le motoslitte non è affatto semplice, sui pendii, in due, attaccati al maniglione…un casino.
Ci siamo divertiti molto, ma abbiamo potuto filmare e fotografare solo Davide, due dei finlandesi nel frattempo erano finiti in ospedale.

Come in ospedale?
Juha per una botta alla testa che voleva controllare, Mika provando fslip su 84 gradini. Mi sono detto se lo chiude bene altrimenti muore. È andata bene si è lussato il ginocchio, sembrava ne avesse due. Alla fine comunque niente di grave.

Meno male. Senti e alla fine come è stato il confronto con una realtà importante come quella Canadese? Che livello avete incontrato?
Per quanto riguarda la fresca il confronto non esiste. C’è gente che si fa delle cose talmente allucinanti che per quanto ci puoi provare non ce la farai mai ad essere all’altezza… Abbiamo incontrato un tipo con la ragazza e la motoslitta che si buttava davvero dalle montagne, lui lanciava una palletta di neve nel vuoto, poi diceva ok… va bene! Vero backcountry!
Comunque posso dire che a conti fatti sono contento. Noi ci stiamo specializzando sempre più sullo street. Possiamo produrre roba di livello alto. Certo il paragone è ancora forte: abbiamo visto quelli di Sandbox che riprendevano in 16mm dei rail che non avevo visto in tutta la mia vita…lì le manovre le inventano, noi ancora le copiamo.
L’ambiente poi è veramente figo! Sono tutti fomentati, nessuno che rompe. Pensa che ho mezz’ora di filmato con la polizia che mi fa domande su coldfocus, sul sito, sugli atleti, sul nostro progetto. Erano persino informati sui tipi di telecamera e alla fine è venuta fuori una discussione tecnica sulle lenti della macchinetta di Andrea. Incredibile!!

Matteo bs3

Posted in Interviste Tags: , , , , , , , , | 2 Comments »

Intervista Andrea ‘Uzzo’ Bertollini

Dicembre 19th, 2006 by Alberto

Ci accoglie nella sua casa di Rocca di Mezzo. Lo troviamo accovacciato per terra che graffetta al muro il cavo dell’antenna di sky, per far avere alla sua ragazza, Eleonora, la tv in camera. Mentre ci racconta del pomeriggio passato a direzionare la parabola in balcone, accende il televisore soddisfatto e si accorge così, per la prima volta, del malfunzionamento del sistema.
Andrea ‘Uzzo’ Bertollini, 32 anni, da 5 è gestore dello Swup Park di Campo Felice insieme ai suoi amici shapers Mauro ‘Coach’ Mattia, Massimo ‘Max’ Pica, Paolo ‘Beast’ Sanna, Tony ‘Manero’ Iacovantuono, Marco ‘Polacco’ Di Demetrio. Siamo andati a sentire cosa si aspetta dalla prossima stagione e, quando gli mostriamo in anteprima la copertina del DVD di ‘Rock in the Middle’ si crea subito l’atmosfera giusta.

‘Uzzo’ la tua parte nei video ha sempre una caratteristica particolare. Sul video Gentaja ti sei slidato la casetta (quasi morendo), quest’anno il rail in salita trainato dalla motoslitta. Cosa ti inventerai l’anno prossimo?
Ah boh, non lo so. Qualcosa di grosso comunque. Queste cazzate mi vengono in mente sempre durante la stagione. Purtroppo quest’anno il mio problema è il ginocchio. Sono concentrato su quello.

Il ginocchio che ti sei infortunato a Les deux Alpes quest’estate?
Si. Era il primo giorno che eravamo arrivati. La neve era lenta e non ho superato il piatto del salto. Così mi sono rotto il crociato anteriore destro. Dal giorno dell’intervento ho fatto solo session di fisioterapia. Ci vogliono 5 mesi per recuperare una discreta condizione. Adesso sto bene, ma mi manca ancora un po’ di massa muscolare ed elasticità. Per Aprile la gamba starà una bomba.

Quindi per ora ti dedicherai fondamentalmente al park.
Più che altro al mio ginocchio. Perseverare, continuare! Ciò non significa, però, che trascurerò il park.

Anche quest’anno hai fatto delle modifiche ai terrapieni. Quali sono le motivazioni?
Ogni anno va modificato qualcosa. La gente cresce e ne sa sempre di più, vuole strutture nuove. Se le persone che frequentano sempre lo stesso posto trovano sempre le stesse strutture, inevitabilmente il loro progredire è lento e limitato. Ingrandire e modificare ogni anno serve per andare incontro alle esigenze che ogni snowboarder richiede. Gli dai qualcosa in più per migliorare.

Su quale strutture punti di più?
Personalmente penso che ci divertiremo sul nuovo funbox in sequenza dopo il salto grosso. E’ nato per poterci posizionare sopra la macchina, il rainbow e un kicker al centro. E’ una struttura per il jibbing, la più polivalente di tutte.

Il park ti rispecchia? Quando progetti lo Swup immagini te stesso che ci gira dentro ?
No pochissime volte. Mi immagino più che altro la struttura…. che funzioni! In genere non mi associo al mio park. Ovviamente rispecchia le mie idee e la mia immaginazione, ma non è più tanto un discorso di vorrei questo o quello, perché spesso le idee non sono adattabili al luogo che per ora ci hanno assegnato. E’ anche vero che ogni anno vengono fatte delle prove. Abbiamo la possibilità di cambiare, quindi alcune volte facciamo proprio dei tentativi. Chiaramente studiati, ma sono pur sempre delle scommesse.

Cosa è cambiato in questi anni nel tuo rapporto con la stazione?
Stiamo andando nella direzione giusta, ogni anno si aggiunge un tassello. Quest’anno, su nostra richiesta, è stata chiamata una ditta esterna per i lavori in terra. Noi progettiamo il park e la stazione ci mette il budget. Si è formata la giusta sinergia fra la Campo Felice S.p.A. e lo staff dello Swup. Dovrebbero fare così tutte le stazioni.

In merito all’organizzazione di eventi e contest, riscontri professionalità da parte di chi ti sta intorno?
E’ difficile parlare di professionalità, perché alla fine noi questo progetto l’abbiamo cominciato per gioco. Una volta che però uno ci dedica tempo e impegno, si aspetta che anche gli altri assumano un atteggiamento costruttivo. C’è da dire, comunque, che come in tutte le cose chi paga il biglietto ha il potenziale diritto di fare come gli pare. Chiaramente tu prosegui per la tua strada continuando a fare quello che hai sempre fatto, mandando avanti le cose per il meglio.

Come la vedi questa stagione?
Questo è un anno fondamentale secondo me. C’è tanta gente nuova che comincia che probabilmente non sa neanche cosa è uno snowpark o come si chiama. Un sacco di principianti da educare.

‘Uzzo’ ringrazia Dio, la sua famiglia e i suoi amici. I suoi sponsor sono Waterworks, Skunky, Whiteout, Skullcandy, Campo Felice.

Swup The Park Vol.II

Posted in Interviste Tags: , , , , , , , , , , , , | No Comments »

Intervista Gabriele De Angelis

Dicembre 19th, 2006 by Alberto

Chi è del centro Italia non può non conoscere Gabriele de Angelis. E’ una figura storica della nostra scena, fa snowboard dal ’93 e da 5 anni gestisce il park di Ovindoli. Noi abbiamo voluto che fosse lui ad aprire il video ‘Rock in the Middle’ perché lo consideriamo uno dei migliori rider in zona, l’unico che chiude 900, almeno per ora.
Siamo andati a trovarlo a Rovere, nella sua bollente casa (ci saranno stati 40°), anche per sapere se è soddisfatto della sua videopart.
Dopo i primi convenevoli commenta “Beh, certo che il 900 me lo potevate rallentare un po’ di più!” dimenticandosi forse la velocità originale del trick.

Parliamo invece del bs1080 che non hai chiuso. Era un giorno in cui ti sentivi particolarmente carico?
Ci sono dei trick che mi prefiggo a inizio stagione. Cerco sempre di tenermi largo. Per esempio l’anno scorso volevo chiudere 1080 e alla fine chiudevo 900. Quest’anno proverò 1260 per arrivare magari a 1080. Taglia il magari, lo faccio sicuro.

Quindi possiamo dire che sei in forma?
Si. A parte la spalla. Sempre la solita spalla, che regge le sbracciate dei kicker per metà stagione. L’altra metà, come al solito, la dedicherò ai rail. Anche il ferro ha la sua importanza, va battuto finchè è caldo.

Un rider polivalente…
Considerando che mi sento responsabile delle strutture che costruisco, voglio essere io il primo a provarle quindi devo per forza fare tutto. Cerco di non dare modo alle persone di protestare o lamentarsi. Se una struttura è fatta male preferisco sbagliare io. La prima cosa che ti devi chiedere dopo aver costruito un kicker è se tu ci salteresti. Se per te quella curva va bene. Perché nel momento in cui decidi, “si io ci salterei”, lo fai anche per gli altri.

L’Alien park rispecchia il tuo stile?
Beh, secondo me, ogni shaper costruisce i salti in base al proprio stile. Ogni park ha il suo stile, e quello di Ovindoli, visto che lo faccio io, ha il mio.

Ne faresti anche altri?
Ne potrei anche fare altri. Mi piacerebbe vivere così. “Che fai nella vita?” “Faccio snowpark in giro per il mondo”. Non è male no?

Quest’estate non ci sono stati lavori in terra al park. Ci saranno comunque delle novità?
Ho tantissime idee in testa. Vorrei rimpicciolire il gap del transfer che l’anno scorso era troppo grande e non è stato mai usato. Poi vorrei trasformare la spina in uno stepup to stepdown, visto che la forma del terrapieno sottostante me lo permetterebbe. Inoltre stavo pensando di aggiungere un roller in sequenza con il big.
Ma, la grande novità di questa stagione è che ho la possibilità di guidare un gatto delle nevi.

Ma non è una novità. Ti abbiamo già visto l’anno scorso verso fine stagione.
La novità è il corso da gattista che ho fatto a Saas Fee questa estate. Rientra nel progetto della stazione di tenere uno snowpark sempre funzionante. Questa esperienza mi è servita molto. Servirà a tutti. Piano piano stiamo aprendo delle porte, che prima neanche vedevamo. Ti parlo degli ultimi 4 anni, secondo me, basilari per lo snowboard del centro Italia. Ci sono state delle persone che si sono impegnate molto per portare avanti una causa che sembrava persa in partenza. Invece ci stiamo riuscendo, non ti pare?

Quindi senti una fiducia crescente nei tuoi confronti da parte della stazione?
Credo di essermela guadagnata questa fiducia con la presenza su riviste e vari video. Alla fine il park è diventato un punto di riferimento del centro italia. Lo dimostra anche il fatto che le aziende ci cercano per organizzare eventi. Questo mi fa capire che aumenta l’importanza di quello che faccio e la stazione ne è consapevole.

L’anno scorso le frequenti nevicate hanno reso difficile la manutenzione del park. Credi il tuo nuovo ruolo da gattista potrebbe migliorare la situazione?
No, penso che ci sarebbero gli stessi identici problemi, i gatti non possono girare con la nebbia. Magari si può lavorare qualche giorno in più. Quei giorni in cui i gattisti sono impegnati a mettere apposto le piste, io potrei comunque lavorare allo snowpark. Certo che però, se il giorno dopo so che arriva una perturbazione, magari da ovest, che mi scarica un metro di neve….ma che ce vado a fa al park? Si tratterebbe di lavorare un giorno intero per vedere, la mattina dopo, tutto ricoperto un’altra volta.

Poi il freestyle non è che si fa solo in park…
Albertino, mi sembra che io e te quando saltavamo insieme, ti parlo del 97/98, il park non c’era e costruivamo salti da tutte le parti…se ti vuoi divertire ti diverti. Il problema è quando parti la mattina per venire in montagna e già ti rode. In quel caso, secondo me, è meglio se te ne stavi a casa.

Comunque con te come gattista si potrà anche volare con la fantasia.
In base al tempo posso inventare e sperimentare cose nuove, avendo il gatto delle nevi tutti i giorni.. Sono aperto a tutte le innovazioni. L’importante è che si faccia una cosa nuova e divertente che vada bene per tutti in linea di massima.
Questo è il mio lavoro quest’anno, gestire lo snowpark e averne cura. Come se fosse il mio piccolino.

Gabriele ringrazia Monte Magnola impianti, gli shapers Simone Prainito, Marco ‘M.C.P.’ Mantovani, Willy e tutti coloro che hanno dato una mano in questi anni. I suoi sponsor sono Nitro Kooka Spy Skullcandy.

Alien Park

Posted in Interviste Tags: , , , , , , , , , , | No Comments »

Quick News

  • NowHere sbarca a Roma La crew di Absinthe films sceglie Roma per presentare in Italia il suo nuovo lavoro NowHere. L'appuntamento è per il 20 Settembre alle ore 20:30 presso il cinema Giulio Cesare ... #
  • Let IS Snow diventa Let IT Snow powered by Snowbox. C'eravamo chiesti il significato dell'improbabile titolo Let Is Snow, il video che consacra i 10 anni di Snowbox... E in effetti probabilmente un errore di battitura ha colpito la crew ... #
  • Let Is Snow Snowbox teaser online Ecco il trailer di Let Is Snow, la decima produzione video di Snowbox, dal titolo piuttosto criptico, che forse capiremo solo guardando l'intero prodotto. E' già, sono 10 anni che ... #